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Atletica, Bolt pensa al ritiro dopo Rio 2016 

Il velocista giamaicano punta altre 3 medaglie olimpiche in Brasile e pensa al ritiro a 31 anni.

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Usain Bolt abbandonerà le piste nel 2016. Da Bruxelles, dove domani correrà gli ultimi 100 metri della sua stagione al memorial Van Damme, il giamaicano, che nei Mondiali di Mosca ha appena raggiunto Carl Lewis con 10 podi iridati, delinea i suoi programmi futuri: un nuovo record nei 200 metri e soprattutto un’altra tripletta alle olimpiadi di Rio 2016, prima di lasciare definitivamente le piste.
“Se voglio essere considerato tra i più grandi, con Ali e Pelè, devo dominare fino al ritiro. Ho intenzione di smettere quando sono ancora al top“, ha dichiarato Bolt, che non sembra interessato all’idea di cimentarsi in altre specialità, come i 400 metri (“Non mi piace gareggiare in gare che non posso vincere”).

Usain, consapevole che il record dei 100 è difficilmente migliorabile, punta ad abbassare il suo tempo migliore nei 200 metri, che però non correrà in Belgio: “All’inizio qui a Bruxelles avrei dovuto fare i 200, ma al Mondiale ho cominciato a sentirmi stanco. Bisogna evitare di spingere troppo, c’è il rischio di farsi male”.

Tra pochi giorni Bolt e il suo coach Glen Mills pianificheranno il 2014: Bolt potrebbe partecipare per la prima volta ai giochi del Commonwealth, per puntare ad un altro successo. D’altronde il giamaicano ha dichiarato: “‘Voglio continuare a dominare, non posso permettermi la minima flessione durante una stagione”.

Divisi i fan, tra chi lo celebra tra i più grandi e chi sospetta che il corridore voglia lasciare al top della fama per evitare scandali. Ma è lo stesso Bolt a ribadire di non essersi mai dopato: “È possibile ottenere grandi risultati solo con le proprie forze”
A tre anni dalle Olimpiadi di Rio, è comunque partita la caccia all’erede al trono del più grande velocista di sempre.

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Matteo Villa
Questo articolo è stato scritto il 05/09/2013