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Baby prostitute ai Parioli 

Hanno 14 e 15 anni rispettivamente le ragazzine che avevano rapporti con uomini molto più grandi di loro, in un appartamento di Roma. La madre di una delle due sapeva e incoraggiava la figlia in questo squallido “business”.

Roma. Due ragazzine vanno a scuola, ricevono messaggi molto spesso. E’ il loro protettore: “Vi vengo a prendere alle 13, mi raccomando fate come vi ho detto” ,Oppure, “quanti anni hai? mi mandi delle foto sexy”? Arriva un taxi e via a quell’appartamento di Roma, ai Parioli, atto proprio agli incontri sessuali.

La notizia sconvolgente è che la madre di una di loro era venuta a conoscenza dell’attività che la giovane figlia aveva intrapreso, ma non l’ha fermata, anzi assecondava tutto ciò. Ci è difficile immaginare che due ragazzine che dovrebbero pensare solo a qualche ragazzo irrangiugibile, oppure a qualche vestito di alta moda, in realtà si prostituiscono per avere soldi. Perché? Sicuramente in questo periodo la fame è tanta, il lavoro non c’è, e molta gente ricorre ai metodi più estremi.

Lo stesso “protettore” era un’autista di Roma, che non arrivava a fine mese, dicono dei suoi amici che lo conoscevano bene, e quindi all’insaputa di tutti aveva pensato di cominciare questo sporco giro di affari. Come abbia addescato le ragazzine fin dall’inizio non si sa. Fatto sta che un uomo adulto, una persona matura che si presume debba difendere delle ragazzine/i, le sfruttava e trattava anche in malo modo, considerando i messaggi non molto cortesi che gli inviava.

Tutto ciò è davvero triste. A “frequentare” quell’appartamento, erano uomini con famiglie, figli, e sopratutto figlie della stessa età di queste ragazzine, cosa che ci indigna ancor di più. Nel giro c’èra anche un baby gigolo. I compagni di scuola le descrivono come ragazze stravaganti, ogni giorno arrivavano con un tatuaggio nuovo, postavano foto e tag imbarazzanti con bestemmie e vestiti molto scollati. Ma nessuno immaginava una cosa del genere. Tanto sdegno anche per la mamma di quella ragazzina che sapeva, sapeva tutto e continuava a far prostituire la figlia.

Una brutta storia che purtroppo riflette la società di oggi. Adolescenti che si comportano come “ragazze fatte”, per le quali la cosa più importante è avere tanti ragazzi, e avere più rapporti sessuali in un pomeriggio in discoteca. Ebbene si, escono di casa in tuta, si cambiano e con short e reggiseno ballano in maniera provocante, per usare un eufemismo, sul cubo o sui tavoli.

Una realtà che ci sconvolge, e ci fa pensare a quando eravamo ragazzini noi, e un’uscita il sabato pomeriggio equivaleva ad andare a comprare un pacco di patatine al bar. Quella era la trasgressione più grande! Con la speranza di scoprire e mettere fine a questo sporco giro di prostituzione, si aspettano risvolti nella vicenda in quanto putroppo sembrano essere conivolte molte persone in diverse regioni di Italia.

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Carmelinda Potenza
Questo articolo è stato scritto il 05/11/2013