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Si apre crisi di Governo. Fine delle larghe intese 

Aperta la crisi di Governo dopo che Berlusconi, nel pomeriggio, ha invitato i ministri a dimettersi. Il vicepremier Alfano conferma e lascia l’esecutivo. 

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Il Governo Letta è inciampato sull’ostacolo dell’aumento Iva e non si è più rialzato. Nel pomeriggio il leader del Pdl Silvio Berlusconi con una nota formale ha invitato i suoi ministri a “valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani”, cioè l’aumento di un punto dell’Iva sul quale il Pdl non vuole metterci la firma. E lo dimostra con un’azione radicale: lascia la partita e apre formalmente la campagna elettorale.

LA VICENDA. Lo scontro è avvenuto ieri, in Consiglio dei Ministri, quando Letta ha esordito contro i ricatti del Pdl che prometteva dimissioni di massa nel caso in cui fosse stata decisa la decadenza da Berlusconi senatore. Uno spettro sul Governo Letta che si è abbattuto da mesi, e che ora si svela essere il vero motivo della fine delle larghe intese. Tutto questo nonostante il Presidente Napolitano abbia dichiarato di cessare questo ” clima da continua campagna elettorale” che evidentemente, secondo il ragionamento di Napolitano, non porta alcun beneficio al Paese. 

Tuttavia la realtà è un po’ diversa. I ministri tergiversano, in modo alquanto evidente,  quando affermano che il casus belli è stato, secondo le parole di Berluscuoni, “congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva“. Secondo Epifani, segretario PD, ” l’irresponsabilità sta salendo a livelli che non erano razionalmente valutabili”. Unica nota fuori coro dal Pdl è quella di Cicchitto che voleva un riflessione più intensa prima delle dimissioni. Dal M5s e dalla Lega vengono chieste elezioni immediate.

Seguono aggiornamenti.

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Gabriele Db
Questo articolo è stato scritto il 28/09/2013