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L’emergenza sociale del femminicidio 

Sempre più donne uccise e vittime di violenza. Il femminicidio è un emergenza e come tale va combattuta.

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 Ogni giorno accendiamo la tv e sentiamo di notizie che riguardano donne, non belle, anzi. Donne vittime di violenza, donne uccise da mariti, fidanzati o ex compagni. In Italia quest’anno sono morte 113 donne, di cui 73 uccise dai loro partner.

L’ultima notizia di cronaca nera, riguarda la morte di una giovane ragazza brasiliana uccisa dal suo datore di lavoro. Era incinta, e lui imprenditore di Brescia, sposato e con due figli, non potendo rischiare di far scoprire tutta alla sua famiglia, l’ha uccisa. 2 vite stroncate così, senza una ragione, senza un perché. Cosa più grave la moglie di quest’uomo dichiara che è disposta a riprenderlo con se, per il bene di figli e per mantenere unita la famiglia. Sicuramente una dichiarazione che fa riflettere.

Ma questo, purtroppo, è solo uno dei casi di femminicidio. Ricorderemo tutti sicuramente, la giovane miss del Casertano, Rosaria di soli 22 anni e madre di un bimbo di 1 anno. E’ stata ridotta in fin di vita dal compagno, con un calcio, perché era andata a una processione con la mamma. Viva per miracolo, senza milza. Dichiara poco dopo “E’ geloso perché è molto insicuro, ma mi ama”. Perché? Perché esistono ancora donne che credono che la gelosia voglia dire amare? La gelosia è solo smania di potere, voglia di avere il predominio e il controllo sull’altra persona, come un oggetto e proprio come un oggetto ahimè, così viene trattata, a volte, forse troppe, finendo in tragedia.  In Italia solo nel 1981 è stato eliminato il delitto d’onore come reato, altro dato che dovrebbe far riflettere.

Molte trasmissioni , eventi, manifestazioni parlano e trattano l’argomento, cercando di combatterlo, ma non è abbastanza, le morti purtroppo sono in aumento. Alcuni giornali e periodici famosi, hanno delle rubriche apposite  per consigliare e mettere in guardia le donne dai primi “segnali” di pericolo, e anche lì le lettere di donne maltrattate, picchiate, e offese dal proprio compagno o fidanzato sono tantissime.

Telefonate assillanti, pedinamenti, messaggi continui o anche offese, ai danni per esempio della nostra autostima, sono atti di violenza e come tali devono essere combattuti, lasciando, denunciando e allontanando quell’uomo dalla nostra vita. Con i casi di omicidio aumentano anche quelli di stalking, dei quali la morte poi, sembra quasi una conseguenza. E’ stata presentata una nuova legge sullo stalking che prevede l’arresto immediato, io come tutti credo, spero entri subito in vigore.

Con la speranza che queste tragiche morti finiscano, termino l’articolo citando una frase dell’avvocato Giulia Bongiorno, nonché fondatrice insieme alla show girl Michelle Huntziker, dell’associazione “Doppia difesa” in favore delle donne: “Spesso le donne sono le prime a non voler denunciare per il bene e la pace della famiglia: ma io dico loro che quella pace non esiste più se c’è violenza, quindi non sottovalutate le prime avvisaglie di violenza, anche di quella psicologica, fatevi forza e denunciate”.

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Informazioni sull’autore

Carmelinda Potenza
Questo articolo è stato scritto il 16/09/2013