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I Queens of the Stone Age conquistano Milano 

La band di Josh Homme torna in Italia dopo 5 anni, registra il soldout al Mediolanum Forum di Assago e regala due ore di puro rock.

qotsaliveRitorno trionfale per una delle band alternative più influenti degli ultimi 15 anni: i californiani Queens of the Stone Age, guidati dall’ex Kyuss Josh Homme, eredi della scena stoner rock di Palm Desert, portano le sonorità grezze del loro rock ‘n’ roll sul palco del Mediolanum Forum di Assago, nell’unica data italiana del tour mondiale col quale promuovono il nuovo cd …Like Clockwork (l’ultimo concerto in Italia risale all’ormai lontano 2008).

La band sale sul palco mentre il megaschermo posto sullo sfondo scandisce un conto alla rovescia che dà il via a due ore di musica di ottima fattura e di un’intensità straordinaria. La strumentazione è da paura: i 5 musicisti si rimbalzano tra chitarre, bassi, tastiere e sintetizzatori creando una varietà di suoni e di arrangiamenti che dimostrano la piena maturazione artistica di Homme e compagni.
Il nuovo album è presentato quasi interamente, a partire dall’opening con Keep Your Eyes Peeled, seguita dal duo di classici Millionaire e No One Knows. La scaletta procede tra nuovi pezzi (che dal vivo acquistano ulteriore valore), singoli di successo (Sick Sick Sick, Feel Good Hit of the Summer) e rarità inaspettate (su tutte In the Fade), il tutto impreziosito da una scenografia eccezionale, con un parco-luci veramente ben costruito e i video ideati dall’artista Boneface (autore dell’art-work di …Like Clockwork e del rispettivo cortometraggio, la cui visione è assolutamente consigliata) ad accompagnare l’esecuzione dei brani.

Il forum registra un sold-out annunciato, Homme ringrazia continuamente i fan per l’affetto e la partecipazione e spesso intrattiene il pubblico tra un pezzo e l’altro. L’unica pecca è stata il volume eccessivo: la qualità audio era molto buona, ma i passaggi più concitati risultavano confusi (soprattutto quando le tre chitarre suonavano insieme); in un paio di circostanze si è creato un effetto Larsen pazzesco, in particolare durante The Vampyre of Time and Memory, con Homme che ha dovuto ricominciare tre volte per colpa dei fischi assordanti degli strumenti.

Esclusi queste (piccole) critiche, un concerto veramente godibile da parte di una delle band forse più complete al momento: la formazione live, con Jon Theodore (ex Mars Volta) alla batteria, Mike Shuman al basso e ai cori e Troy Van Leeuwen e Dean Fertita alle chitarre (ma anche a tastiere, synth, lap steel e chissà cos’altro) è perfetta sotto ogni punto di vista, mentre le innumerevoli collaborazioni su disco, da Mark Lanegan a Trent Reznor, passando per Dave Grohl, Nick Oliveri, fino a Elton John, impreziosiscono ulteriormente il lavoro compositivo di Homme, che si conferma artista completo e, forse, degno di maggior considerazione nel panorama musicale odierno.

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Informazioni sull’autore

Matteo Villa
Questo articolo è stato scritto il 04/11/2013