DailyItalia|venerdì, novembre 17, 2017
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Il grande bluff della pubblicità su facebook 

Sempre più spesso ci si imbatte in siti che annunciano notizie incredibili, ma che si rivelano un bluff. Dietro al meccanismo ci sarebbe anche la Casaleggio Associati. Un viaggio nella rete e i social network tra pubblicità poco trasparente e interessi anche politici.

ASDO

 Immaginiamo di essere sulla pagina home di Facebook. A un certo punto, tra le foto del mare di un nostro amico e quelle della montagna di un altro, ci imbattiamo  in un link dal titolo davvero ammaliante, del tipo “DELIRIO in diretta tv. Guardate che ha fatto davanti a tutti. Pazzesco.”  Incuriositi dal titolo, e dall’immagine di una donna seminuda, apriamo il link. Ci aspettiamo una scena incredibile, roba da commedia piccante americana, e invece troviamo davanti tre righe che recitano così : “Charlotte Crosby ha festeggiato così i People’s Choice Awards, premio statunitense a suffragio popolare che premia, per diverse categorie (in modo paragonabile a come avviene negli Oscar) i migliori personaggi della stagione televisiva e cinematografica. Ormai non ci sono più limiti…”. In basso, un video con una donna che si alza il vestito durante un programma tv. Tutto qui. La cosa che più colpisce di più, tuttavia, non è tanto il titolo poco appropriato dato alla laconica notizia, ma il fatto che questa notizia è stata linkata sulla pagina Facebook di “Spegni il nucleare”. E cosa c’entra il nucleare con Charlotte Crosby? Niente. Ma c’entrano ben altri interessi. Pubblicitari, per esempio.

 Continuamo a esplorare la pagina di “Spegni il Nucleare”. Nelle informazioni è riportata la seguente descrizione:  “Il giorno 11 marzo 2011 il mondo è cambiato. Nulla sarà più come prima. Siamo entrati nel post nucleare. Una nuova era […] Il 29 aprile ci sarà l’assemblea dell’ENEL delle centrali nucleari, io ci sarò, il blog ci sarà con la diretta streaming. Loro non si arrenderanno mai […]Noi neppure.” La descrizione è firmata  Beppe Grillo, al cui Blog la pagina rimanda.. Abolire le centrali nucleari è una causa tanto nobile quanto giusta, che va portata avanti con fermezza e coraggio. Ma nella pagina qualcosa non va. Si parla di tutto, da Christian De Sica a Matteo Renzi, ma non si trova alcunché che ricordi anche lontanamente una scissione d’atomo. Facciamo un esempio pratico. A un certo punto troviamo un link che, presumibilmente, tratta di prostitute.                                                                                                                                                                                              (click per ingrandire)

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Aprendo il link, e tralasciando l’interessante contenuto dell’articolo, guardiamo in basso e leggiamo, scritto in piccolo, la dicitura “Credits: Casaleggio Associati“, proprio quel Casaleggio cofondatore del Movimento 5 Stelle. In più, ben in vista, troviamo una pubblicità con la faccia del giornalista del Fatto Quotidiano Marco Travaglio che sponsorizza Grillorama, il sito con il quale vengono venduti i Dvd e i libri tratti dal sito beppegrillo.it.

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Dunque, ricapitoliamo. Su una pagina Facebook intitolata “Spegni il Nucleare”, con tanto di immagine di copertina di un’ esplosione nucleare che fa tanto immaginario post-apocalittico, è postato un link che rimanda a un sito gestito dalla Società del guru del Movimento di Grillo. La pagina ha ben 29 mila follower circa, una buona visibilità per tutti i link-post che vengono pubblicati. Una buona visibilità per il sito. Che tuttavia non c’entra niente con l’energia nucleare. 

Pubblicità. E’ questa la parola magica. Tutta la pagina appare come un contenitore pieno di siti e notizie di tutti i generi, che però sono fuorvianti rispetto al titolo e alla descrizione con cui si presenta. Vediamo un altro esempio, questa volta su un altro sito.

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A fianco della sopracitata notizia sulla donna che si alza il vestito in  Tv, troviamo il link che a noi interessa. Una donna con un costume succinto si è “fatta fotografare”. Bene, clicchiamo, e si apre un nuovo sito chiamato la Fucina. La donna in questione è la Ribas che si fa fotografare mentre fa la ceretta alle gambe. Mentre, in basso,  troviamo la solita pubblicità di Grillorama, questa volta col faccione proprio di Grillo che pubblicizza i suoi Dvd. 

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Ma indovinate un po’ chi gestisce direttamente il sito la Fucina? Non ve lo dico, potete indovinarlo da soli. A questo punto ci chiediamo: è corretto pubblicizzare indirettamente un sito su un social network, usando un metodo così poco trasparente, come invece vorrebbe la normativa sulla pubblicità?

Adesso cambiamo pagina e prendiamo come riferimento “Salviamo Nonciclopedia“. L’iniziativa è nata a favore del sito internet Nonciclopedia, un portale simile a Wikipedia che però è incentrato sulla parodia di vari argomenti. Il sito era stato preso di mira da varie personalità famose e rischiava di essere oscurato. Anche qui, titoli e notizie da urlo. “SCONVOLGENTE immagine pubblicata su Facebook da un cittadino. Guardate cos’ha scoperto sul tonno Coop”. Cosa avrà di tanto sconvolgente una scatoletta di tonno? Secondo il sito Discoteca.it il tonno in questione arriverebbe da Fukushima. Tralasciando il fatto che si tratti di una bufala o meno – ma non è difficile verificare la poca attendibilità della notizia – su “Salviamo Nonciclopedia” troviamo lo stesso meccanismo già descritto in precedenza. Questa volta, però, troviamo siti web di tutti i tipi che non risultano collegati a una particolare agenzia di marketing web o a nessun personaggio in particolare. Fino a che non compare un’immagine di protesta contro le pellicce.

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Cliccando sul collegamento sopra l’immagine, si apre il sito Volgarmente.com. Come potete ben vedere non c’entra niente con una protesta animalista contro l’uso di pellicce e pelli animali. 

L’ultima pagina che visitiamo è “Legge Bavaglio? No,Grazie“, una comunità online che dovrebbe essere a favore della stampa libera e indipendente. Anche qui troviamo di tutto, tranne che dibattiti sulla libertà di stampa.

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E anche qui tanti siti che trattano di tutto e di più. Il meccanismo potrebbe allora essere il seguente: i siti web che hanno bisogno di pubblicità contattano queste pagine piene di fan, e queste vendono “spam”, cioè si fanno pagare per ogni link pubblicato sulla pagina. Per accertare che il meccanismo fosse questo, ho provato a contattare una di queste pagine-contenitore chiedendo informazioni su questo “servizio”. La risposta è stata quello che ci aspettavamo.

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Ovviamente non è detto che tutte le pagine-contenitore accettino pagamenti da tutti i siti. Alcune potrebbero essere gestite direttamente da chi gestisce i siti web a esse collegate ( vedi il caso Casaleggio Associati). Altre invece sono semplici comunità senza alcuno scopo pubblicitario.

Tiriamo le conclusioni. I social network sono un nuovo potenziale strumento di pubblicità, che però dovrebbe essere tutelata e normata così come avviene negli altri media. E tutelato dovrebbe essere in primis il l’utente del web, nel quale la pubblicità va sempre di più verso un uso selvaggio e invadente degli spazi pubblicitari, nonché viene usata in modo poco trasparente, spesso servendosi di pagine Facebook-facciata per promuovere siti e notizie. 

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Risposte a Il grande bluff della pubblicità su facebook

  1. mirko

    sta diventando una vergogna facebook

     

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Informazioni sull’autore

Gabriele Db
Questo articolo è stato scritto il 17/09/2013