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Inter-Thohir, ora è ufficiale 

Firmato l’accordo per il passaggio di proprietà tra la holding dell’imprenditore indonesiano e Moratti, che resta in società con il 30% delle quote.

massimo-moratti-erick-thohirFinisce un’era in casa Inter: stamattina sono stati firmati i documenti che ufficializzano il passaggio del 70% delle quote della società nerazzurra all’imprenditore indonesiano Erick Thohir.

LA CONFERMA

Intorno alle 11.40, Moratti, intercettato dai cronisti sotto gli uffici della Saras, conferma la chiusura della trattativa: “E’ stato firmato tutto. Rimarrò comunque nella società, ma c’è soddisfazione per averla messa in mani buone, perché è gente molto perbene, buona, anche da un punto di vista caratteriale.”
Intanto Thohir, al giornale indonesiano Republika, dichiara: “In Indonesia si celebra l’Idul Adha, spero che questa firma abbia la benedizione in questo giorno sacro”.

IL COMUNICATO

Alle 15.30 il comunicato ufficiale appare sul sito dell’Inter: “F.C. Internazionale Milano S.p.A. (‘Inter’) e il suo azionista di maggioranza Internazionale Holding S.r.l., interamente controllato da Massimo Moratti, hanno firmato oggi un accordo vincolante in base al quale International Sports Capital (‘ISC’), società indirettamente posseduta da Erick Thohir, Rosan Roeslani e Handy Soetedjo, tre importanti uomini d’affari indonesiani, diventerà l’azionista di controllo dell’Inter con una partecipazione del 70% attraverso un aumento di capitale riservato.” La società ricorda commossa il grande amore della famiglia Moratti per l’Inter, prima con Angelo, che vinse 2 coppe dei campioni, 3 campionati italiani e 2 coppe intercontinentali tra il ’63 e il ’66, e poi con Massimo, che, diventato presidente il 25 febbraio 1995, ha riportato l’Inter sul tetto d’Europa e del mondo nel 2010, realizzando il celebre Triplete.

GLI INDONESIANI

Erick Thohir, nato nel 1970, è un imprenditore indonesiano, che ha costruito la sua fortuna nel campo delle telecomunicazioni. Ha una grande passione per lo sport, tanto che è proprietario di una squadra americana di calcio, il D.C. United, ed è azionista della squadra di NBA di Philadelphia, i 76ers. Roeslani è banchiere e finanziere, anch’egli socio di Thohir nel D.C. United, mentre Soetlani è un collaboratore storico di Erick e del suo Gruppo Mahaka.

MORATTI: 18 ANNI TRA DELUSIONI, BIDONI, FENOMENI E SUCCESSI

Un innamorato di calcio e soprattutto della sua creatura, l’Inter. Così tutti quelli che lo conoscono descrivono Massimo Moratti. Un uomo che, coltivando la passione del padre, ha dato tutto alla sua squadra del cuore, continuando a sostenerla anche nelle difficoltà iniziali (solo una Coppa Uefa nel 1998, poi tante delusioni, fino al 5 maggio 2002), fino a gioire con Mourinho a Madrid per la conquista della Champions League e del Triplete, entrando definitivamente nella Leggenda.
Moratti ha portato a Milano tantissimi allenatori: da Simoni, che vinse nel ’98 la Uefa, a Lippi, che in nerazzurro fallì e viene ricordato soprattutto come colui che fece andare via Roberto Baggio, da Mancini, capace di riportare al successo in Italia la squadra, a Mourinho, l’allenatore che forse più di tutti ha legato col presidente e che ha portato il nero e l’azzurro sul tetto del mondo, fino a Mazzarri, l’uomo che avrà l’onere e l’onore di condurre la squadra durante questo periodo di transizione.
Parlando di giocatori, Moratti è stato uno dei presidenti che più ha investito nella squadra, con esiti molto vari. Celebre la lista di flop (Quaresma, Hakan Sukur, Vampeta e tanti altri) e di scambi con i cugini del Milan (Seedorf in rossonero, Coco in nerazzurro, fino allo scambio Pazzini-Cassano dello scorso anno), ma lunghissima è anche la lista di campioni: su tutti il Fenomeno, Ronaldo, forse il miglior giocatore che abbia mai giocato in serie A negli ultimi 20 anni; ma poi Vieri, Crespo, Luis Figo, Ibrahimovic e tanti altri. Senza dimenticare il primo acquisto di Moratti: Javier Zanetti, il capitano, arrivato in sordina nel 1995 e innamoratosi dei colori nerazzurri fino a diventarne bandiera e simbolo intramontabile. Come il suo presidente.

 

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Informazioni sull’autore

Matteo Villa
Questo articolo è stato scritto il 15/10/2013