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Iva, Imu e benzina, tutti gli aumenti di ottobre 

Un’eventuale caduta del governo Letta è alle porte. Le conseguenze sulle tasche dei contribuenti e dei cittadini potrebbe aggravarsi se non si prenderanno in fretta decisioni importanti. Facciamo il punto sulle principali tasse e accise.

Filing taxes

IVA. Ormai è ineluttabile l‘aumento di 1 punto percentuale dell’Iva, previsto per il primo ottobre. Ieri, durante il Consiglio Dei Ministri, il Ministro per gli affari regionali Delrio ha confermato che “in questa condizione non è possibile evitarlo. L’aumento Iva ci sarà”, cosicché passerà automaticamente dal 21% al 22%. L’imminente rialzo dell’accisa trova la sua spiegazione nella mancata approvazione del Decreto legge predisposto dal ministro dell’economia Saccomanni, che prevedeva lo slittamento a fine anno dell’aumento, e che  nel Consiglio dei Ministri di Venerdì non è stato esaminato per volontà del Premier. Lo stesso Letta, infatti, voleva testare la tenuta della maggioranza in parlamento, dopo la richiesta di dimissioni di massa da parte di alcuni esponenti del Pdl. Dimissioni che lo stesso Berlusconi ha poi chiesto ai suoi ministri, con la conseguente apertura della crisi di governo. In ogni caso, se non fosse stata aumentata l’Iva, sarebbero subentrati l’aumento delle accise sulla benzina e gli acconti di Irap e Ires.

SECONDA RATA IMU. L’altro nodo per cui i contribuenti hanno ragione di rimanere preoccupati, è se bisognerà o no pagare la seconda rata IMU sulla prima casa ( la prima non è stata dovuta). Qui la scadenza è un po’ meno impellente, poiché entro il 15 Ottobre dovrà essere approva la Legge di Stabilità nella quale è contenuta la seconda rata dell’imposta sugli immobili. Ovviamente il Governo, in questi momenti di subbuglio politico, è preso da ben altri problemi e sarà comunque difficile trovare il tempo necessario all’approvazione della Legge di Stabilità. Berlusconi tuttavia ha fatto trapelare la sua volontà a riguardo affermando che “se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente”. Insomma, comunque vadano le cose, gli italiani dovranno essere pronti a pagare di più, e non  meno, come era stato più volte promesso in campagna elettorale.

BENZINA. L’aumento del carburante, quando c’è da fare cassa, è ormai diventato un classico di tutti i governi. Dal primo ottobre insieme all’Iva aumenterà anche il prezzo della benzina di 1,5 centesimi al litro (1,4 per il diesel e 0,4 per il gpl), poiché tra le tante tasse/imposte/accise che gravano sul prezzo del petrolio è contenuta anche quella sui consumi che, aumentando di un punto percentuale, porta con sé l’aumento di vari beni tra i quali, appunto, la benzina. Tuttavia per gli automobilisti non è andata poi così male, dato che nel caso in cui il rialzo dell’Iva sarebbe stato posticipato a fine anno, la benzina sarebbe aumentata di qualche centesimo in più. Una piccola, quasi invisibile, consolazione. 

 

Anche la cassa integrazione

 

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Gabriele Db
Questo articolo è stato scritto il 30/09/2013