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La Germania riconosce il “terzo sesso” 

di Anna Montana

I bambini nati con entrambi gli organi genitali saranno riconosciuti da Novembre. Grande successo per l’attivista tedesca Lucie Veith. La Germania si porta avanti sul riconoscimento dei diritti dell’uomo. 

neonato

L’attenzione dei tedeschi verso i diritti dell’uomo risulta sempre un passo avanti rispetto al nostro Paese. Ma non solo. La Germania sarà il primo paese in Europa a riconoscere giuridicamente un “terzo sesso” alla nascita. Infatti, da Novembre, le famiglie potranno rendere conto dei neonati che presentano organi genitali sia maschili che femminili. Fino ad oggi sono stati definiti genericamente “indeterminati” o “intersessuali.

La denuncia è rivolta alle operazioni chirurgiche cui molti bambini “intersessuali” sono costretti ad andare incontro. I rischi riguardano  ambiti delicati dal punto di vista psicofisico, ma possono anche apportare seri danni durante lo sviluppo dell’individuo.

La divisione dei generi in maschile e femminile è da sempre oggetto di discussione fra le associazioni di transessuali. Ma la novità è che  esistono anche associazioni di intersessuali. A capo di una di queste emerge la figura dell’attivista tedesca Lucie Veith, che ha portato all’Onu le problematiche dovute all’intersessualità. L’attivista, che scoprì in giovane età di essere uomo, è riuscita a spaccare la visione dualista della società tedesca, considerata ora un modello da seguire per i diritti umani. Un grande passo in avanti, soprattutto per la consapevolezza che il sesso alla nascita  non sempre rientra nella dualità che tutti noi conosciamo.

Eppure non mancano le critiche, che rilegano gli intersessuali a veri e propri “scherzi della natura”. Nell’attesa che la scienza  possa poggiare qualche pietra  più solida sull’argomento, non ci resta che osservare l’applicazione della legge e le relative conseguenze. Ricordandoci soprattutto che si parla di umani dotati di coscienza.  

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Gabriele Db
Questo articolo è stato scritto il 27/08/2013