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L’Italia non molla: 2-2 al fotofinish con la Danimarca 

 

 

 

 

 

 

Gli azzurri, in vantaggio con Osvaldo, subiscono la doppietta di Bendtner, ma trovano un pari generoso allo scadere con Aquilani.

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Un passo indietro sul piano del gioco, ma un passo in avanti in vista di Brasile 2014: questo è il verdetto del match giocato a Copenhagen. Gli azzurri, privi di Balotelli febbricitante, si affidano al tridente Diamanti-Osvaldo-Candreva ed è proprio l’ex bomber della Roma, ora al Southampton, a sbloccare la partita al 28′: lancio di Thiago Motta, stop al volo da applausi per l’oriundo, che supera con un tunnel il difensore del Liverpool Agger e insacca alle spalle di Andersen. Quando si avvicina ormai l’intervallo, ecco invece svettare su cross di Krohn-Dehli l’ex juventino Bendtner, che punisce l’ex compagno Buffon, mandando le due squadre negli spogliatoi sull’1-1.

Nella ripresa decisamente meglio la Danimarca, che colpisce un palo con Eriksen e una traversa con Bjelland prima di trovare il gol del sorpasso ancora con Bendtner, bravo a sfruttare un altro cross di Krohn-Dehli al 79′. L’Italia, che sostituisce Marchisio, Diamanti e Montolivo con Aquilani, Cerci e Gilardino, si getta alla ricerca di un pari che significa molto soprattutto per il morale del gruppo. Al 92′ Osvaldo cerca la conclusione in porta, ma trova il ginocchio di Aquilani, che devia il pallone in rete: 2-2 fortunoso, forse immeritato, ma che consente agli azzurri di mantenere l’imbattibilità nel girone di qualificazione. Ora è necessario ritrovare la stabilità difensiva che è sembrata mancare quest’oggi (basti pensare che Bendtner non segnava su azione da un anno circa), ma la sensazione è che il cuore a questa nazionale non manchi.

Soddisfatto Prandelli a fine partita: “Credo che il pari sia giusto. Abbiamo concesso qualcosa di troppo alla Danimarca sulle palle alte, ma sapevamo che poteva esserci da soffrire in questo campo difficile.” Martedì la sfida contro l’Armenia: una vittoria ci consentirebbe di andare al mondiale da teste di serie.

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Matteo Villa
Questo articolo è stato scritto il 11/10/2013