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Lo strano caso di Marco Giampaolo 

Allenatore del Brescia, con contratto fino al 2015, è sparito per giorni dopo la sconfitta interna di sabato scorso contro il Crotone. Ora sono ufficiali le sue dimissioni ed è tornato a parlare: “Ho una dignità”

giampaolo

Giorni concitatissimi in casa Brescia: l’allenatore della società lombarda militante in Serie B Marco Giampaolo, con un passato anche nella massima serie alla guida di Cagliari, Catania e Cesena, dopo un altalenante avvio di campionato e dopo la sconfitta casalinga contro il Crotone, è diventato irreperibile. Tra l’apprensione del presidente Corioni (“È un bravo ragazzo e un bravo allenatore, sono preoccupato”) e le rassicurazioni del fratello Federico (“Mi ha chiamato per dirmi che è tutto a posto. È a Giulianova”), si è creato un vero e proprio caso, tanto che è stata messa in moto anche la macchina del programma “Chi l’ha visto?”. Intanto la squadra affronta il Carpi in trasferta guidata dal vice Fabio Micarelli, pareggiando 0-0.

Ieri la svolta: l’allenatore si presenta in compagnia del suo avvocato sotto gli uffici dell’azienda del presidente Corioni, poi si allontana per la presenza dei giornalisti e viene raggiunto in un luogo non rivelato da tre automobili di dirigenti delle rondinelle. Il colloquio porta alla conferma della decisione definitiva di Giampaolo: lascia la panchina del Brescia. In serata la società comunica che per la prossima partita contro il Latina la squadra sarà affidata a Gigi Maifredi, uomo di fiducia del presidente, che già si era seduto in panchina proprio nella partita col Carpi accanto a Micarelli. Resta da vedere se sarà solo una soluzione temporanea.

Intanto Giampaolo spiega le sue ragioni: “La mia irrevocabile decisione dipende da uno stravolgimento degli obiettivi della società non più in linea con quelli programmati. Si era parlato di un progetto, da realizzare in due anni. Cominciata la stagione, qualcosa però è cambiato. La società ha alzato il tiro, parlando di promozione: non era nei patti.” Decisiva però la polemica con i tifosi, che lo hanno costretto ad un faccia a faccia dopo la sconfitta col Crotone: “Andare a colloquio per rendere conto ai tifosi è stato umiliante. Non è accettabile per un professionista e la società avrebbe dovuto tutelarmi”.

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Matteo Villa
Questo articolo è stato scritto il 26/09/2013