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Lonely Planet top 10 viaggi 2014. Poche italiane, a sorpresa 

Vi ricordate l’Italia dei turisti che affollano le capitali mondiali dell’arte, intramontabili classici come Roma, Venezia, Firenze, Verona? Pare che queste non siano più le mete consigliate per chi vuole respirare un po’ dell’aria del Bel Paese. Sono state pubblicate recentemente le Top 10 delle migliori mete turistiche per il 2014 secondo Lonely Planet, l’autorevole guida turistica. I risultati sono sicuramente una sopresa.

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la città di Polignano, in Puglia

Tra le 10 città più belle da visitare, nessuna è italiana: svetta ancora un grande classico, Parigi, seguita da mete impreviste come Trinidad e Città del Capo. Tra le 10 regioni più degne di nota troviamo Sikkim in India, Kimberley in Australia e lo Yorkshire, in Inghilterra. Le italiane ancora assenti. Stessa sorte per la top 10 dei dieci paesi da visitare nel 2014: Brasile, l’Antartico e la Scozia si guadagnano le medaglie, l’Italia non è menzionata.

Piccoli premi l’Italia se li aggiudica con regioni “secondarie”, come le Marche o l’Umbria, nella classifica per i “capolavori gastronomici nascosti”, bellezze naturalistiche, o le Dolomiti per gli sport invernali. Stromboli si aggiudica una menzione per la sua vista mozzafiato, e l’Italia in generale viene considerata ancora una meta ideale se si viaggia con i bambini per la sua tolleranza in ristoranti e alberghi (all’estero non è sempre così).

Ma l’unica italiana a “dare soddisfazioni” davvero è la Puglia, che si aggiudica addirittura la medaglia d’argento nella classifica delle 10 mete con il miglior rapporto qualità-prezzo, battuta solo dalle isole della Grecia. La Lonely Planet presenta la regione così:

Se siete stati gomito a gomito con i milionari sulla costiera amalfitana o se avete trascorso un week-end a Venezia, saprete bene che l’Italia può prosciugare il vostro budget di viaggio. Quest’anno guardate più a Sud. Il tacco d’Italia ha probabilmente le più belle spiagge del paese, paesaggi collinari e siti storici. Ma ciò che fa di Puglia, Basilicata e Calabria delle mete così valide non è solo il lato economico, ma il suo fantastico cibo, la “cucina povera”, semplice ed economica ma gustosa, e la tranquillità che si gode persino nei mesi di alta stagione, affiancata dalle soluzioni per il pernottamento accessibili a qualsiasi tasca.

Quello che sembra decretare il declino delle “grandi mete” italiane è, in definitiva, la questione economica. L’Italia ha forse approfittato un po’ troppo della sua fama permettendosi di far levitare i prezzi per alloggio, ristorazione e attrattive artistiche fino ad un grado di insopportabilità. Sappiamo tutti infatti che sarebbe meglio evitare di sedersi ai tavolini di un bar in Piazza San Marco a Venezia, per evitare spiacevoli sorprese:
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Per esperienza personale, in quasi nessun altro posto nel mondo succedono cose del genere: ho pranzato più volte di fronte al Duomo di Vienna o dietro Schönbrunn con 15 euro, ho ordinato un panino e una limonata davanti alla torre di Belem a Lisbona con 5 euro. Insomma, se vogliamo recuparare un po’ di attrattività all’estero, è opportuno ridimensionarsi un attimino ed essere un po’ più onesti.

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Informazioni sull’autore

Maria Monno
Questo articolo è stato scritto il 27/11/2013