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Mettete dei fiori nei vostri hamburger 

Dalla Repubblica Ceca, un’idea per un food packaging biodegradabile munito di semi da coltivare al suo interno.

Gettare l’involucro del vostro hamburger nel parchetto dove vi siete concessi la pausa pranzo o uno spuntino veloce potrebbe non essere più un problema: dalla Repubblica Ceca arriva una idea interessante per diminuire l’impatto ambientale del food packaging. Si tratta di un contenitore alimentare non solo 100% biodegradabile ma anche che, sotto una etichetta trasparente, conserva semini da piantare direttamente nel contenitore stesso, riempiendolo con un po’ di terreno. Dal contenitore vuoto si potrà quindi fare crescere una pianta.

Disposable Food Bowl, questo il nome del prodotto, è un’ideazione di Michal Marko, brillante studente di design dell’Università di Zlin. Sull’etichetta troneggia il motto “Eat your food, grow a plant, save the planet”: mangia il tuo pasto, coltiva una pianta, salva il pianeta. Qui una fotoguida all’utilizzo del contenitore:

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Fare dello spreco una virtù, insomma. È stato appurato come negli ultimi anni la produzione di plastica usa e getta per scopi alimentari sia impennata vertiginosamente. Fast food, take away, fornelli pronti, paninoteche, kebabberie e tavole calde sono solo alcuni esempi di esercizi che utilizzano tipi di food packaging altamente pericolosi per il nostro pianeta. Inoltre, il cambiamento delle nostre abitudini di vita e alimentari, sempre più orientate verso pasti frugali e veloci per strada piuttosto che alla cucina domestica sana e “slow”, sta incrementando considerevolmente la presenza di questo genere di ristorazione in tutto il mondo. Fermare questa allarmante mole di rifiuti è diventata una esigenza.

L’interrogativo che continua però a persistere e creare dubbi sull’adozione di queste innovazioni resta quello economico: potranno mai le grandi catene di fast food che puntano sul prezzo piuttosto che sulla qualità del loro cibo accogliere favorevolmente un tipo di packaging sicuramente più costoso di quello adottato sinora? Aziende talmente orientate al profitto saranno capaci di scelte etiche e ambientaliste?

D’altro canto c’è bisogno che l’utenza dei consumatori diventi più consapevole e più ecologica, prediligendo nelle loro spese aziende virtuose rispetto a chi offre prodotti a buon mercato. C’è bisogno sicuramente di più campagne di sensibilizzazione del cittadino sul problema, o di incoraggiare il consumatore verso prodotti più sani. Citando Oscar Farinetti “la vita è troppo breve per mangiare e bere male”.

 

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Informazioni sull’autore

Maria Monno
Questo articolo è stato scritto il 01/10/2013