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Serie A, 9^ giornata: basta polemiche arbitrali! 

La Roma non si ferma più, ma Napoli, Juventus, Inter e Fiorentina inseguono. Il Milan cade al 94′: Parolo guadagna metri sulla punizione decisiva. Ma ora basta polemiche. 

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I RISULTATI

Sampdoria-Atalanta 1-0 (56′ Mustafi)
Inter-Verona 4-2 (9′ Moras (A), 12′ Palacio, 32′ Martinho, 38′ Cambiasso, 56′ Rolando, 71′ Romulo)
Napoli-Torino 2-0 (14′, 32′ Higuain (R))
Bologna-Livorno 1-0 (3′ Crespo)
Catania-Sassuolo 0-0
Chievo-Fiorentina 1-2 (13′ Cesar, 45′, 64′ Cuadrado)
Juventus-Genoa 2-0 (23′ Vidal (R), 36′ Tevez)
Parma-Milan 3-2 (11′ Parolo, 46′ pt Cassano, 61′ Matri, 63′ Silvestre, 94′ Parolo)
Udinese-Roma 0-1 (82′ Bradley)
Lazio-Cagliari 2-0 (52′ Klose, 55′ Candreva (R))

Nove vittorie su nove: è questo il bottino della Roma di Garcia finora. 27 punti in classifica, primo posto in solitaria a +5 da Napoli e Juventus dirette inseguitrici, un solo gol subito a fronte di 23 gol fatti, miglior attacco insieme all’Inter di Mazzarri. Le inseguitrici vincono tutte, mentre il Milan di Allegri cade ancora in trasferta: Galliani, furioso per l’arbitraggio, pretende che arrivino delle scuse da parte dell’AIA, mentre sulla homepage del sito del Milan campeggiano i fotogrammi del fallo commesso da Zapata al 94′ e del punto di battuta della punizione successiva, che risulterà decisiva, con Parolo che sposta il pallone in avanti di 8 metri (secondo i calcoli rossoneri).
Insomma, le polemiche non mancano mai in questo campionato, in cui il ruolo degli arbitri è sempre più complicato: si lamenta il Torino per i due rigori dubbi assegnati al Napoli, si lamentano Inter e Verona per le espulsioni a fine partita di Belfodil e Moras (con conseguente squalifica di due giornate), si lamenta il Genoa per un fallo di Biondini su Asamoah sanzionato con la massima punizione, ma avvenuto fuori area. Certo è che i giocatori non fanno nulla per aiutare gli arbitri: nel weekend in cui i tifosi madridisti nel Clasico si scagliavano contro il “tuffatore” per eccellenza, Neymar, in Italia le simulazioni sono state veramente troppe per un campionato in cui la polemica arbitrale la fa da padrona. E così Gonzalo Rodriguez viene ammonito per un fallo inesistente su Hetemaj, che cade dantescamente “come corpo morto”, mentre Fetfatzidis, ma soprattutto Balotelli e Tevez (non proprio gli ultimi arrivati) vengono ammoniti per simulazione. Se le squadre italiane vogliono tornare a competere in Europa e se la Serie A vuole tornare ad avere l’appeal di qualche anno fa, occorre che sia i giocatori che gli arbitri cambino atteggiamento. Il famoso “arbitraggio all’inglese” deve essere l’obiettivo della nostra scuola arbitrale: meno fischi, gioco più fluido, ma anche severità sul gioco violento. Inoltre è giunto il momento di portare a livelli federali la discussione sulla doppia punizione “calcio di rigore ed espulsione” in occasione dei falli da ultimo uomo del portiere (vedi Handanovic settimana scorsa). Per non parlare poi della moviola in campo e dell’aiuto della tecnologia, che può essere introdotta gradualmente a partire dalle situazioni goal/non goal: la scorsa settimana in Germania il Bayer Leverkusen si è visto convalidare un gol pazzesco, dato che il colpo di testa di Kiessling è uscito di qualche centimetro alla sinistra del palo, ma si è infilato in rete da un buco ingannando arbitro e giocatori.
Occorre, invece, da parte dei calciatori e allenatori, un atteggiamento meno polemico nei confronti dei direttori di gara: spesso capita di vedere allenatori italiani e giocatori ex-serie A che all’estero fanno scalpore con il loro fare polemica con gli arbitri, chiedendo ammonizioni e protestando per ogni decisione presa. È chiaro che tutti possono sbagliare, ma dopo Calciopoli è pericoloso parlare di malafede e di sudditanza. Se il calcio vuole tornare credibile, serve uno sforzo congiunto.

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Informazioni sull’autore

Matteo Villa
Questo articolo è stato scritto il 28/10/2013