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Tragedia a Lampedusa, più di trecento tra dispersi e morti. Il sindaco: colpa della Bossi-Fini 

La traversata di 500 migranti provenienti dai paesi africani è finita in tragedia. In 155 sono sopravissuti al naufragio. Per ora le ricerche restano in sospese. Dichiarato lutto nazionale.

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Ci sono già 111 corpi nelle sacche verdi e nere usate dai soccorsi. Ma le cifre negative non si fermeranno qui, poiché tra morti e dispersi si contano almeno 300 profughi che, nella giornata di ieri, sono finiti in mare dopo che l’imbarcazione su cui viaggiavano è andata a picco. Ieri sera in visita a Lampedusa è andato il viceministro Alfano che ha poi ricordato, durante un discorso alla camera, che “il peschereccio è partito dalla Libia, ma a bordo c’erano eritrei, somali, persone che avevano attraversato pezzi di Corno d’Africa prima di arrivare a Misurata”, aggiungendo che episodi come questi sono destinati a ripetersi

LE  RICERCHE. Intanto i soccorsi sono fermi a causa del brutto tempo. I sommozzatori, che hanno lavorato tutta la notte per tirare fuori i corpi incastrati nel rottame, non hanno la possibilità di immergersi. Usando mezzi di trasporto, tuttavia, le forze dell’ordine tengono sotto controllo la zona in vista di eventuali altri cadaveri emersi  dalle acque.

LE REAZIONI. Dure le accuse del sindaco di Lampedusa Giusi Nicoli che, in un’intervista a Radio Capital,  se la prende contro la Legge-Bossi Fini che avrebbe persuaso i tre pescherecci incrociati durante il tragitto a non intervenire. Infatti, dice la Nicoli, “il nostro paese ha processato pescatori,armatori che hanno salvato vite umane per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina”. La legge in questione, varata dal governo Berlusconi II, firmatari Bossi e Fini, è stata più volte criticata per essere molto restrittiva in materia di immigrazione. Anche la Lega Nord, con i toni tipici  da campagna elettorale, ha voluto dire la sua. Ha fatto discutere  la dichiarazione di Pini che, subito dopo la tragedia, ha sostenuto che “la responsabilità morale della strage che sta avvenendo nelle acque di Lampedusa è tutta della coppia Boldrini-Kyenge”, per cui, sempre secondo il discorso di Pini, si attuano politiche troppo aperte verso questo tipo di fenomeno. Immediata la risposta del ministro Kyenge che ribatte : “ognuno deve trovare soluzioni e non fomentare paure. Dobbiamo alimentare la politica del dialogo”. Sempre dalla Lega, un caso curioso è avvenuto a Gemonio, in provincia di Varese. Il sindaco Fabio Felli si è scagliato, in linea col suo partito, contro ” l’ipocrisia” della giornata di lutto dichiarata oggi.

Intanto gira una proposta, fatta da un lettore del Corriere, di dare il premio Nobel all’isola di Lampedusa, per il grande esempio di “fratellanza e sacrificio” che i suoi abitanti mostrano nell’accogliere e aiutare gli immigrati. 

 

 

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Gabriele Db
Questo articolo è stato scritto il 04/10/2013